2026-02-23.5_V Marchio - Alquati e riproduzione
“Per riproduzione Alquati non intende né riproduzione della specie, né del sistema sociale capitalistico, né riproduzione biologica dei corpi fisici, bensì riproduzione della capacità-umana vivente in mercificazione. La particolarità di questa visione della riproduzione sta proprio nella parola mercificazione, che connota la peculiarità dell’essere umano dentro il capitalismo, non una capacità di agire[3] in generale, ma una capacità di lavorare per il capitale. Questa capacità ha bisogno di essere riprodotta, ricreata e conservata, innovata, differenziata, ma soprattutto formata. Il lavoratore è, in questo ragionamento, ridotto e addirittura sottomesso, alla sua capacità lavorativa. Si tratta dell’assicurarsi una certa qualità della forza lavoro, attraverso la costante ri-creazione delle condizioni di uso della capacità umana come merce peculiare e «speciale» (la cui specialità risiede tuttora nella residua eppure insostituibile capacità di valorizzare e «dare» capitale).
La riproduzione di sé come sistema e rapporto sociale è da sempre fine ultimo del capitalismo, in qualunque epoca. Affermare la centralità della riproduzione, in questo senso, equivarrebbe a formulare una tautologia; poiché accumulazione di capitale e sua riproduzione sono di fatto lo stesso processo, perseguito attraverso la mercificazione e l’estensione della logica del valore a sempre nuove sfere dell’attività umana, dello spazio fisico, delle risorse naturali.”
- Veronica Marchio, La società del gioco lavorativo article on infoaut.org